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Vitigni Autoctoni Trentini – Seconda Parte
Rosa D'Ancona – 15 Aprile 2007
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Nosiola |
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Teroldego |
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Marzemino |
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Lagrein |
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Enantio |
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Schiava |
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Vitigni a bacca bianca
Nosiola
Questo è il più antico vitigno a bacca bianca coltivato in Trentino ed oltre che per il vino ottenuto in purezza, è noto anche per le grappe ed il Vino Santo prodotto con le sue uve.
Il nome deriverebbe dal termine dialettale Nosela, ovvero la nocciola selvatica, che ricorda l'aroma dominante del vino che se ne ricava. Questa varietà è essenzialmente coltivata nella Valle dei Laghi e, in misura minore, sulle colline di Pressano.
Vitigni a bacca rossa
Teroldego
Questo vitigno, il cui nome deriverebbe secondo un'antica legenda da Tiroler Gold ossia Oro del Tirolo, come il vino veniva chiamato alla corte di Vienna, viene coltivato principalmente nella Piana Rotaliana, ossia il territorio che delimita gli abitati di Mezzocorona e Mezzolombardo. Il vino prodotto in purezza ha carattere deciso, ma intensamente fruttato. Interessante è l'utilizzo di questa uva nella produzione di Vino Novello.
Marzemino
Si tratta di un vitigno tipico della Vallagarina ed in modo particolare delle zone di Isera e di Volano. Il nome deriva da Marzemin, un villaggio della Carinzia dal quale i soldati della Repubblica Veneta importarono questo vitigno. Produce un vino giovane e brillante, che stupisce per l'intensità del colore e la freschezza che emana.
Lagrein
Attualmente viene prestata molta attenzione a questo vitigno autoctono dell'Alto Adige che già nel XVII secolo veniva menzionato in documenti conservati nel monastero benedettino di Muri, presso Bolzano. Il vino se ne ricava ha colore rosso rubino, al palato è sapido ed ha buon corpo.
Enantio
Questo vitigno coltivato nella cosiddetta Terra dei Forti, ossia la zona compresa tra Ala e la chiusa di Rivalta, vanta origini millenarie. Di questa varietà si trovano infatti citazioni nelle opere di Plinio e del Bacci.
Utilizzato un tempo come vino da taglio, oggi è tornato alla ribalta come varietà vinificata in purezza, grazie in particolare a programmi di valorizzazione del vitigno. Se ne ottiene un vino di corpo sostenuto, leggermente speziato e dal colore rosso rubino intenso.
Schiava
Più che di un vitigno sarebbe opportuno parlare di un gruppo varietale del quale fanno parte la Schiava Gentile, la Schiava Grossa e la Schiava Grigia.
Menzionato in opere risalenti al 1300, questo vitigno pare che derivi il proprio nome da un particolare sistema di allevamento delle piante, che prevedeva una severa potatura della vigna al fine di ottenere uva di qualità superiore. Da qui il nome di viti sclave, o schiave.
Se ne ottiene un vino dal colore rosso rubino, con odore fruttato e caratteristico, dal sapore morbido con leggere note di mandorla.
Le aziende selezionate (produzioni DOC e IGT)
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Etichetta: Teroldego Rotaliano Clesurae |
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Etichetta: Trentino Nosiola Vigneto Goccia d'oro |
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Etichetta: Trentino Marzemino |
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Etichetta: Trentino Vino Santo della Valle dei Laghi |
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Etichetta: Trento Brut Perlé Talento Metodo Classico |
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Etichetta: Alto Adige Lagrein Riserva Abtei |
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Etichetta: Alto Adige Gewurztraminer Nussbaumer |
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