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Vitigni Autoctoni Toscani– Seconda Parte
Rosa D'Ancona – 10 Agosto 2006



Vitigni a bacca bianca

  Albarola
  Albarola
  Ansonica
  Ansonica
  Vernaccia di San Gimignano
  Vernaccia di San Gimignano
  Canaiolo Nero
  Canaiolo Nero
  Ciliegiolo
  Ciliegiolo
  Sangiovese Grosso
  Sangiovese Grosso
   

Albarola
L'Albarola, che in passato è stata anche confusa con la Bianchetta Genovese da cui però si distingue nettamente, in Toscana è coltivata quasi esclusivamente nella provincia di Massa Carrara, in particolare nella bassa Lunigiana dove occupa una superficie di poco inferiore ai 100 ettari e le condizioni ambientali ne favoriscono la maturazione, mentre allo stesso tempo ne impediscono gli attacchi di marciume acido e muffa grigia. È la varietà principale della DOC Candia dei Colli Apuani e complementare nella DOC Colli di Luni bianco. È inclusa inoltre negli uvaggi della IGT Toscano Bianco per le provincie di Pisa e Massa Carrara. In passato l'Albarola era nota principalmente per la produzione di apprezzati vini da dessert, "Rinforzati" o "Sciacchetrà", prodotti con l'uva appassita. Vinificata in unione ad altre varietà dà origine ad ottimi vini bianchi ai quali apporta un buon grado alcolico ed altri pregevoli caratteri.

Ansonica
Questa varietà viene coltivata in Toscana da lungo tempo, nelle zone insulari e costiere delle provincie di Grosseto e Livorno dove, in passato, veniva utilizzata anche come uva da tavola.

Secondo la tradizione l'Ansonica sarebbe stata introdotta nell'Isola d'Elba durante il 1500 dal meridione d'Italia e, fra il 1600 e il 1700, sarebbe poi stata portata all'isola del Giglio ed sulla terraferma, nel promontorio dell'Argentario.

L'Ansonica Bianca, nota localmente anche come Uva del Giglio, è stata descritta da Dalmasso e Alessio nel 1938 e da Breviglieri nel 1964, i quali hanno messo in evidenza come tale cultivar corrisponda all'Inzolia (nota anche coi nomi di Ansoria, Insoria, Anzonica, Insolia, Insolia di Palermo, Ansolica, Nzolia, Nzolia Bianca, Inselica e Ansolia) siciliana, regione ritenuta il punto di approdo del vitigno di probabile origine medio-orientale. Il vitigno si sarebbe poi successivamente diffuso nelle regioni meridionali d'Italia, in Sardegna ed in Toscana.

L'Ansonica toscana presenta un'ampia eterogeneità genetica ed infatti ne sono stati individuati numerosi biotipi sensibilmente diversi fra loro. Produce vino dal colore giallo paglierino più o meno intenso, talvolta tendente all'ambrato, in alcuni casi con leggeri riflessi verdastri, con odore caratteristico tipico della varietà.

Canaiolo Bianco
Il Canaiolo Bianco è da considerarsi a tutti gli effetti un vitigno autoctono della Toscana, dove viene tradizionalmente coltivato nelle aree del centro. Le testimonianze della sua presenza in Toscana risalgono al Gallesio (1817). Successivamente è stato citato anche da Targioni Tozzetti (1858), da Lawley (1870), dal Bollettino Ampelografico del Ministero dell'Agricoltura (1875), da Di Rovasenda (1877), da Marzotto (1925), da Racah (1932) e da De Astis (1937).

Tradizionalmente l'uva di questo vitigno viene vinificata assieme al Trebbiano Toscano, al quale conferisce finezza e delicatezza di gusto. Non di rado veniva anche usato nella seconda fermentazione nel "governo" alla toscana.

Vernaccia di San Gimignano
Già dal 1276 negli ordinamenti di gabella di San Gimignano è riportato un vino che va sotto il nome di Vernaccia, che veniva offerto in dono alla Curia romana, alla Casa Medicea e ad altri principi italiani ed inglesi. Il Molon (1906) cita una Vernaccia in Toscana come sinonimo della Verdea di Arcetri.

Un'accurata descrizione di questo vitigno fu fatta da Fregola (1932). De Astis (1937) descrive la Vernaccia di San Gimignano e afferma che "recenti indagini tendono a dimostrare la netta distinzione di questo vitigno dalle altre vernacce italiane, bianche e nere".

Produce un vino con caratteristiche peculiari ed interessanti sotto il profilo organolettico. Ha colore giallo paglierino chiaro, sapore asciutto e aroma delicatamente profumato, specie se sottoposto a invecchiamento.

Vitigni a bacca rossa

Canaiolo Nero
L'origine di questo vitigno è incerta, anche se noto da secoli nella zona di produzione. Questa varietà viene infatti menzionata come vitis vinifera etrusca e canajuola da Pier de' Crescenzi nell'Opus Commodorum Ruralium, pubblicato intorno al 1303.

L'uva vinificata in purezza produce un vino corposo, abbastanza alcolico e dal sapore amaro. È ideale in uvaggio con il Sangiovese, conferendo ad esempio morbidezza nella composizione del Chianti.

Ciliegiolo
Di origine incerta, si pensa che questo vitigno sia stato introdotto in Italia nel 1870 dalla Spagna. Se ne trovano colture un po' su tutto il territorio nazionale, ma prevale in Toscana, dove è noto anche come Ciliegino e Ciliegiolo di Spagna. La foglia è medio-grande, pentagonale, trilobata o pentalobata. La pagina superiore è glabra, di colore verde bottiglia. Il grappolo è grosso, semi compatto o compatto, allungato, cilindrico, piramidale e leggermente alato. L'acino è medio-grosso, arrotondato o sub-rotondo. La buccia è mediamente spessa, di colore nero-violaceo, molto pruinosa.

Produce un vino di colore rosso rubino, abbastanza robusto, non troppo alcolico, fruttato, con leggera acidità, per cui viene usato principalmente in uvaggio. Entra nelle DOC Parrina, Colli Lucchesi, Chianti, Chianti Classico, Colli di Luni e Golfo del Tigulio.

Sangiovese
Da quanto è emerso dal II Simposio Internazionale organizzato dall’agenzia della Regione Toscana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura, il Sangiovese sarebbe figlio di Toscana. La toscanità di questo vitigno è stata la confermata dalla scoperta dei suoi 'genitori': il Ciliegiolo e il Calabrese.

Sono molti i biotipi che appartengono alla famiglia del Sangiovese, ma le varietà principali sono indubbiamente il Sangiovese Grosso e il Sangiovese Piccolo. Questo storico vitigno viene fortemente influenzato dal territorio, tant'è vero che produce risultati estremamente diversi a seconda delle zone di coltivazione. Infatti i vari tipi di Sangiovese coprono una vasta gamma di caratteristiche, includendo vini piuttosto acidi e con colore tenue fino a vini robusti e alcolici con colori intensi.

Le aziende selezionate (produzioni Doc)

Etichetta: Vernaccia di San Gimignano Vigna in Fiore

Etichetta: Centine

Etichetta: Chianti Classico Colle del Vento

Etichetta: Sant’Antimo Rosso Cum Laude

Etichetta: Tignanello

Etichetta: Vino Nobile di Montepulciano

Etichetta: Morellino di Scansano

Etichetta: Caparbio Rosso Micante

Etichetta: Brunello di Montalcino Tenuta Friggiali


 
 
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