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Vitigni Autoctoni Siciliani: Prima Parte
Rosa D'Ancona – 29 Giugno 2005 Introduzione
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La Sicilia vitivinicola in virtù delle sue condizioni pedoclimatiche è spesso paragonata ad un serbatoio da cui attingere le risorse genetiche indispensabili per tipicizzare la produzione enologica e consolidare la posizione sui mercati nazionali ed esteri.
Se in passato i vitigni autoctoni isolani sono stati spesso impiegati per produrre vini senza pretese da utilizzare per il taglio di altri vini nazionali ed esteri, oggi i produttori e le Istituzioni regionali hanno capito che per sostenere il "miracolo Sicilia" in campo vitivinicolo è necessario assecondare le nuove tendenze enologiche improntate ad una forte richiesta di tipicità. Da qui ha preso le mosse il progetto di selezione clonale sui vitigni autoctoni isolani che ha coinvolto il Dipartimento produzioni vegetali dell’Università di Milano; il Dipartimento Colture Arboree dell’Università di Palermo; il Coreras; l’Istituto regionale della Vite e del Vino; l’Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale di Roma. Con questo studio, di durata quinquennale e realizzato con un finanziamento di due milioni di euro, si è puntato principalmente a quanto segue:
- Recuperare e valorizzare i vitigni autoctoni siciliani in termini di utilizzazione viticola, enologica e commerciale.
- Ottenere cloni di vitigni autoctoni omologati e iscrivere gli stessi nelle liste delle varietà autorizzate
- Offrire ai vivaisti, e quindi ai viticoltori, materiale selezionato di elevato potenziale qualitativo.
- Studiare e valutare la risposta agronomica, enologica e qualitativa dei vitigni e relativi cloni in relazione al "terrorio".

A fronte delle 10 varietà attualmente in produzione – Catarratto, Frappato, Grecanico, Grillo, Inzolia, Nerello Mascalese, Nero D’Avola, Nerello Cappuccio, Perricone e Zibibbo – che occupano l'80% della superficie vitata, sono stati finora individuati 28 vitigni locali antichi e altri restano da identificare.
La superficie vitata nell’Isola si attesta attorno ai 138 mila ettari con una produzione che supera i 7 milioni di ettolitri di vino. Da sottolineare che nel 2003 (ultimi dati disponibili) la produzione di IGT, DOC e DOCG ha toccato i 365.563 ettolitri, con una produzione media nel quinquennio di 239 mila ettolitri, ossia l’1,8% del dato nazionale.
Nell’export, il vino siciliano imbottigliato sorpassa quello sfuso. Una tendenza originata a partire dal 2001 ma che negli ultimi anni ha ricevuto una conferma. Nel quinquennio 1999-2003, infatti, il valore medio dei vini confezionati è stato pari a 48,6 milioni di euro, a fronte del valore medio pari a 37,3 milioni dei vini sfusi, nonostante la notevole differenza delle quantità vendute: 196,1 mila ettolitri di vino confezionato a fronte di un milione e 51 mila ettolitri di vino sfuso. Tuttavia, la produzione a DOC effettiva continua a non superare il 2,6% del totale.
Vini Doc e Docg dei principali vitigni autoctoni |
| Vitigno |
Vini DOC |
Vini DOCG
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| Catarratto |
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| Frappato |
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| Grecanico |
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| Grillo |
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| Inzolia |
- Alcamo,
- Contea di Sclafani,
- Contessa Entellina,
- Delia Nivolelli,
- Erice,
- Mamertino,
- Menfi,
- Monreale,
- Riesi,
- Sambuca di Sicilia,
- Santa Margherita di Belice,
- Sciacca
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| Nerello Cappuccio |
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| Nerello Mascalese |
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| Nero d’Avola |
- Alcamo,
- Contea di Sclafani,
- Contessa Entellina,
- Delia Nivolelli,
- Eloro,
- Mamertino,
- Menfi,
- Monreale,
- Riesi,
- Sambuca di Sicilia,
- Santa Margherita di Belice,
- Sciacca
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| Perricone |
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| Zibibbo |
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