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Vitigni Autoctoni Piemontesi – Seconda Parte
Rosa D'Ancona – 20 Gennaio 2007
Arneis
Coltivato in Piemonte da diversi secoli, viene citato sul finire del 1800 dal Rovasenda. Pare che derivi il suo nome dal termine che nel dialetto locale significa mandorla, della quale ricorda i profumi. In Piemonte viene coltivato nel Roero e nelle Langhe in provincia di Cuneo. Al di fuori dal Piemonte si trova in Sardegna, dove la coltura è autorizzata in tutte le province. Se ne ottiene un bianco di buona personalità e finezza, dal profumo peculiare, caratterizzato da intense sensazioni fruttate, ricco di corpo, con acidità moderata costituita principalmente da acido tartarico. Si ottiene una buona vinificazione anche con uve appassite, nella spumantizzazione invece i risultati sono meno esaltanti.
Cortese
La gradevolezza e la piacevolezza dei vini ottenuti sono valsi a questo vitigno l’appellativo di Cortese. In Piemonte è assai coltivato in provincia di Asti, sulla sponda destra del Tanaro, e in provincia di Alessandria, soprattutto nel Novarese (Gavi) e nel Tortonese, ma é presente anche in provincia di Cuneo, in bassa Valle Belbo. Viene inoltre coltivato nell'Oltrepò Pavese, nel Veneto Occidentale e, se pure sporadicamente, in altre regioni italiane e addirittura oltreoceano. Dalle uve Cortese si ottengono vini tranquilli, talora freschi e leggeri, oppure di maggiore struttura, personalità ed eleganza e, più raramente, spumanti secchi.
Erbaluce
Questo vitigno, le cui prime tracce si hanno già a partire dal 1600, deriva il suo nome dalla lucentezza e luminosità degli acini. Viene coltivato in Canavese, sulla Serra d'Ivrea e sui colli che circondano il lago di Viverone, nella provincia di Torino, e in alcuni comuni della provincia di Biella. È da tempo presente anche nel Novarese dove viene chiamato 'Greco'. Le uve hanno un' acidità fissa elevata e si prestano alla produzione di vini di diversa tipologia: dagli eleganti spumanti secchi, ai vini tranquilli, caratterizzati da profumo fine e leggero, con gusto fresco ed acidulo, fino a importanti passiti, liquorosi o meno, ottenuti dall'appassimento in fruttaio delle uve migliori.
Barbera
Benché le prime notizie su questo vitigno risalgano al 1514, i primi documenti ufficiali che ne danno testimonianza risalgono ai primi del Settecento. Il Barbera è senz'ombra di dubbio il vitigno piemontese principale. Viene coltivato intensamente nelle province di Asti ed Alessandria, diffusamente nelle province di Cuneo e Torino, oltre ad essere presente ovunque in Piemonte e raccomandato in tutte le province. Fuori dal Piemonte, il Barbera ha importanza colturale nell'Oltrepò Pavese, sui Colli Piacentini, in Franciacorta, Umbria, Campania, Sicilia ed in altre regioni italiane. Questo vitigno è coltivato inoltre in diversi Paesi del mondo, includendo fra gli altri Slovenia, Croazia, California, Argentina, Uruguay, Brasile, Messico e Australia.
Da un punto di vista enologico il Barbera è caratterizzato da una grande duttilità. Le sue uve sono dotate di elevata acidità fissa e vengono utilizzate nella produzione di una vasta gamma di vini. Sono state anche utilizzate per la produzione di spumanti (vinificati in bianco), ma più spesso nella produzione di vini novelli, grazie alla buona dotazione antocianica e alla scarsità di tannini. Questo vitigno è in grado di produrre vini rossi giovani e frizzanti, vini tranquilli di medio corpo e soprattutto, con uve ben mature ed affinamento più o meno prolungato nel legno, vini rossi ricchi e generosi, spesso di grande eleganza.
Bonarda
Ricco di sinonimi, spesso errati, questo vitigno è coltivato esclusivamente in Piemonte, e soprattutto sulle colline del Torinese (Chierese) e nelle adiacenti dell'Astigiano (Castelnuovo Don Bosco, Albugnano, Pino, ecc.). È presente anche nel Pinerolese, in Bassa Val Susa e sporadicamente nel Canavese.
La Bonarda consente di ottenere vini ben colorati, caratterizzati da un profumo piuttosto intenso in cui sono talora percepibili leggere note aromatiche, che presentano un buon equilibrio strutturale e si prestano all'invecchiamento. Generalmente si utilizza in blend con altre uve, ma può essere vinificata anche in purezza.
Freisa
Collocato trai vitigni storici del Piemonte, la Freisa è coltivata in tutto il Monferrato Astigiano e Casalese, nel Chierese in provincia di Torino e nell'Albese in provincia di Cuneo. È inoltre presente in tutto l'arco alpino pedemontano, dal Saluzzese, al Pinerolese, al Canavese ed ai Colli Novaresi. Fuori dal Piemonte è sporadicamente coltivata in provincia di Vicenza. Le uve, se pure un poco tanniche, conferiscono al vino un gradevole profumo fruttato con spiccate note di lampone e frutti di bosco, caratteristica che viene esaltata nell'ottenimento di vini vivaci (leggermente frizzanti), talora abboccati. La buona dotazione di colore e struttura è adatta anche per l'ottenimento di vini fermi, di pronta beva o di moderato invecchiamento, oppure al taglio con altre uve, come avviene tradizionalmente nel Monferrato Casalese, dove viene spesso usata in blend col Grignolino.
Dolcetto
Coltivato nei territori delle Langhe sin dal Medioevo, questo vitigno deriva il suo nome dalla dolcezza della bacca. Oggi è ampiamente coltivato nelle province di Cuneo (Langhe e circondario di Ormea), di Asti (Colli del Monferrato) e di Alessandria (circondario di Acqui e di Ovada e nel Tortonese). Si trova anche nell'Oltrepò Pavese e nell'area pedemontana ed alpina piemontese, dove la maturazione precoce da ottimi risultati. Si trova inoltre in Liguria a Pieve di Teco e Pornassio, in provincia di Imperia.
I vini ottenuti dal Dolcetto hanno colore rosso rubino intenso con riflessi violacei e di intenso profumo, soprattutto se giovani, con sentori di ciliegia e frutti rossi macerati, talora leggermente ammandorlato. I vini Dolcetto sono inoltre caratterizzati da bassa acidità e da un piacevole retrogusto amarognolo. Si consumano giovani, oppure dopo un breve invecchiamento.
Grignolino
Conosciuto sin dal 1700, questo vitigno pare derivare il suo nome dalla quantità di vinaccioli che caratterizzano la sua uva. Le uve vinificate in purezza danno vini giovani, dal colore rubino scarico, talora con riflessi aranciati, e dal profumo leggermente floreale, con caratteristiche note di pepe, con palato asciutto e spiccata tannicità. In blend con modiche quantità uve Barbera e/o Freisa, il Grignolino produce vini di colore più intenso e di maggior armonia, adatti anche ad un moderato invecchiamento.
Nebbiolo
Nobile vitigno fra i portabandiera dell’enologia piemontese, il Nebbiolo è coltivato nelle Langhe e nel Roero in provincia di Cuneo, in Canavese e soprattutto nel comune di Carema in provincia di Torino, oltre che nel Biellese, nell'Alto Vercellese, nel Novarese e, in quantità minori, nell'Astigiano. II suo nome deriva da nebbia, sia perché l'uva matura tardi, quando già le colline prealpine sono avvolte dalle prime nebbie autunnali, sia perché gli acini presentano sulla superficie esterna un'intensa pruina che conferisce una tonalità grigio-argentata al naturale colore viola, quasi avvolgendolo in un manto di nebbia.
Della sua coltivazione in questa regione se ne hanno notizie già nel '300. Si narra poi che nel '400, il Vescovo di Torino esigeva botti di Nebbiolo invece del canone d'affitto per le terre di proprietà della chiesa. Benché sia talora utilizzato per la produzione di vini novelli da macerazione carbonica, e se ne ottenessero fino al secolo scorso vini speciali (dolci, spumanti, alcolizzati e aromatizzati), da il meglio di se nella produzione di vini di grande corpo e struttura che, invecchiati per un periodo più o meno lungo, acquisiscono tale complessità ed eleganza da venire annoverati fra i migliori vini del mondo.
A maturazione completa i vini di Nebbiolo presentano un profumo ancora ricco di note fruttate, accompagnate da sentore di fiori secchi, spezie e, talora, di catrame. Al palato rivela tannini moderati e corpo molto pronunciato. Viene generalmente vinificato in purezza, ma in alcune zone è adottato il taglio con vini di altre uve autoctone, quali Vespolina, Croatina e Uva Rara. Un tempo, al Nebbiolo veniva tradizionalmente aggiunta una piccola percentuale di Barbera.
Le aziende selezionate (produzioni Doc)
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Etichetta: Barbaresco del Monferrato Superiore Cima Riserva della Casa |
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Etichetta: Barolo San Giovanni |
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Etichetta: Ghemme Collis Carellae |
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Etichetta: Barolo Bricco Fiasco |
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Etichette: Barbera d'Alba Punsin, Nebbiolo d'Alba, Langhe Arneis |
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Etichette: Moscato d'Asti Ventisei, Monferrato Bianco Solaluce, Barbera d'Asti Redinicchia |
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Etichetta: Moscato d’Asti Su Reimond |
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Etichetta: Moscato d’Asti Milien |
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Etichetta: Barbera d’Asti Bricco dell’Uccellone |
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Etichette: Gavi di Gavi La Meirana |
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Etichette: Ruché di Castagnole Monferrato Pro Nobis |
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Etichetta: Freisa D’Asti Luna di Maggio |
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Etichetta: Monferrato Arbiola Rosso |
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Etichette: Gavi Pilin, Gavi di Gavi Rovereto Vignavecchia, Gavi di Gavi Rolona |
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Etichetta: Erbaluce di Caluso Calliope |
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Etichetta: Barbaresco Gaium Martinega |
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Etichetta: Barolo PerCristina |
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Etichetta: Grignolino del Monferrato Casalese Sansin |
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Etichetta: Barbera d’Alba Superiore Funtanì |
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Etichetta: Barbera d’Alba Pozzo |
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Etichetta: Langhe Gaja & Rey |
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Etichette: Nebbiolo d’Alba |
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Etichetta: Dolcetto di Ovada |
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Etichetta: Diano d’Alba Sorì Le Cecche |
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Etichette: Roero Superiore Mombeltramo |
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Etichetta:
Barbaresco Bric Balin |
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Etichetta: Roero Arneis Perdaudin |
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Etichette: Gattinara Vigneto Molsino |
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Etichette: Monferrato Rosso Infinito, Barbera d'Asti Superiore Vigna del Carlinet, Barbera d'Asti Superiore Cascina Perno |
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Etichetta:
Barbaresco Riserva Rabajà |
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Etichette: Barbera d'Asti PrimeLuci, Dolcetto d'Alba Sito Romano, Moscato d'Asti Terre Aride |
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Etichetta: Piemonte Barbera Identità |
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Etichetta: Brachetto d’Acqui Spumante Rosa Regale |
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Etichetta: Barbera d’Alba Suculè Tenuta Lo Zoccolaio |
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