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Vitigni Autoctoni Liguri – Seconda Parte
Rosa D'Ancona – 15 Marzo 2007
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Vermentino |
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Pigato |
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Rossese |
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Ormeasco |
Vitigni a bacca bianca
Vermentino
Sono diverse le ipotesi riguardo l'introduzione in Italia di questo vitigno. Alcuni sostengono che si tratta di un vitigno originario della Spagna, da dove nel XIV sarebbe poi giunto in Corsica e da qui, tra il XV ed il XVIII secolo, in Liguria, Toscana e Sardegna. Altri sostengono invece che sia originario del Medio Oriente e sia stato portato a Marsiglia dai Greci. Da qui gli antichi liguri l'avrebbero poi introdotto nella regione ed in seguito si sarebbe diffuso lungo le coste del Tirreno. Questo vitigno, che a seconda della zona di produzione acquisisce profumi più o meno pronunciati, struttura e persistenza, concorre alla produzione di molte delle DOC liguri.
Pigato
Il Pigato si ritiene originario della Tessaglia, nell'antica Grecia, e nel corso dei secoli ha trovato un ambiente ideale nel comprensorio albenganese, fino ad essere considerato a tutti gli effetti una varietà autoctona. La sua introduzione in Liguria risale presumibilmente alla fine del 1600. Il suo nome deriva dal termine dialettale ligure (in particolare d'Albenga) pigau o pigou, per le sue piccole macchie di colore marrone-ruggine presenti sull'acino, chiamate localmente pighe.
Lumassina
La Lumassina ha messo radici sulle colline del Savonese molti secoli orsono, ma le sue origini rimangono incerte. In Liguria sono stati attribuiti diversi nomi a questo vitigno a frutto bianco: nel Finalese è conosciuta come Lumassina perché, si dice, lo si bevesse per accompagnare piatti a base di lumache chiamate in dialetto lumasse; a Noli e Spotorno invece viene chiamata Mataosso; nel Quilianese il nome è Buzzetto, a causa del sentore asprigno che procura al vino.
Vitigni a bacca rossa
Rossese
Il Rossese, da non confondere con il Rossese Bianco, vanta una lunga storia in Liguria. Coltivato prevalentemente in provincia di Imperia, si ritiene che sia stato introdotto dalla Francia alla fine del XIII secolo e coltivato dai Doria nei loro possedimenti liguri di Dolceacqua. Questo vitigno da vita alla DOC Rossese di Dolceacqua, un vino dal colore rosso rubino che diventa granato con l'invecchiamento. Ha odore vinoso e sapore morbido, aromatico e caldo.
Ormeasco
L'Ormeasco viene prodotto in una ventina di comuni in provincia di Imperia, ma le zone di produzione principali sono Pornassio, Pieve di Teco e Vessalico. La coltivazione di questo vitigno, che è una variante locale del Dolcetto piemontese, risale al 1300, quando il Marchese di Clavesana emise un editto col quale ordinava al Podestà di Pornassio di impiantare solamente questo vitigno, pena la decapitazione. Nonostante derivi dal Dolcetto, questo vino ha però sviluppato caratteristiche completamente diverse. Se ne ricava il vino DOC Ormeasco di Pornassio, di colore rosso rubino vivo e odore persistente e vinoso. Di sapore è asciutto, con medio corpo ed una caratteristica vena amarognola.
Pollera Nera
Antico cultivar della Liguria e della Toscana, questo vitigno viene menzionato già nel 1800 dall'Acerbi. Vinificato sia in blend che in purezza, è un componente della DOC Colli di Luni. Il vino che se ne ricava ha un colore rosso rubino più o meno intenso, tendente al granato con l'invecchiamento, di odore delicato e vinoso, con sapore asciutto ed armonico.
Le aziende selezionate (produzioni Doc)
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Etichetta: Costa di Mattelun Etichetta Nera |
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Etichetta:
Cinque Terre |
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Etichetta:
Golfo del Tigullio Vermentino Vigna Intrigoso |
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Etichetta:
Apogèo |
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Etichetta:
Bricco Arcagna |
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Etichetta:
Mataossu |
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Etichetta:
Riviera Ligure di Ponente Pigato |
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