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Vitigni Autoctoni Liguri – Prima Parte
Rosa D'Ancona – 1 Febbraio 2007
Introduzione
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Accanto all'olivo, la vite è una delle colture più antiche e diffuse della Liguria. In questa regione gli oliveti e i vigneti prosperano sul versante marittimo, ma anche e soprattutto sul versante interno ed in particolar modo sulle colline e terrazze che danno vita all'originale "architettura" viticola di questa regione che mette in luce l'infaticabile lavoro di generazioni di agricoltori.
Il vino prodotto in questa terra ha mietuto successi sin dall'antichità. Basti pensare che i vini liguri sono già citati da Strabone nell'antica Roma e, più tardi, dal bottigliere di Papa Paolo III, Sante Lancerio.
La fortuna della viticoltura ligure si interrompe bruscamente dopo la metà dell'800 a causa della fillossera, che decima gli impianti dando il via ad una fase di lento declino.
Dopo alterne vicende, grazie al processo di riqualificazione del comparto avviato dall'Assessorato Regionale all'Agricoltura ed al lavoro di alcuni produttori, i quali si sono impegnati per riaffermare l'individualità dei vini liguri, la situazione del comparto è tornata fiorire. Oggi infatti il settore vitivinicolo ligure suscita apprezzamento e interesse sia nel panorama enologico nazionale che su quello internazionale, non solo per quanto riguarda i tipici vini bianchi, ma anche e soprattutto per i rossi, che dimostrano di essere più rispondenti al gusto del consumatore moderno.
I risultati ottenuti sono frutto, tra l'altro, del fortunato binomio di ambiente / vitigni autoctoni.
Nel corso del tempo ogni zona produttiva ha selezionato vitigni che si sono adattati perfettamente alla geografia locale, entrando in sintonia con l'ambiente ed il territorio. I vini nati da questo "matrimonio d'amore" assumono in alcune zone una personalità unica ed un gusto piacevolmente sapido che li contraddistingue.
È in quest'ottica che la Regione è attualmente impegnata nella tutela e valorizzazione dei prodotti locali, individuando per ogni zona le specifiche varietà. Ecco quindi che che il Vermentino viene coltivato un po' in tutto il territorio, mentre l'Ormesaco e il Rossese si trovano nella zona di Imperia, il Pigato e la Lumassina nella zona di Savona, la Bianchetta, il Rollo e il Ciliegiolo nei dintorni di Genova, l'Albarola, il Bosco e la Pollera Nera a La Spezia.
Sono 5.000 gli ettari dedicati alla viticoltura nella regione e producono annualmente circa 170.000 ettolitri di vino.
Da ponente a levante, il territorio vitivinicolo regionale è caratterizzato da otto DOC e tre IGT.
| DOC |
IGT |
- Dolceacqua,
- Ormeasco,
- Riviera di Ponente,
- Valpolcevera,
- Golfo del Tigullio,
- Colline di Levanto,
- Cinque Terre,
- Colli di Luni
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- Colline Savonesi,
- Golfo dei Poeti della Spezia,
- Colline Genovesi
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I produttori di vini DOC liguri sono 2.552 ed imbottigliano oltre 30.105 ettolitri di vino all'anno. La tipologia IGT coinvolge invece oltre 400 aziende, che forniscono una produzione complessiva annua di 3.548 ettolitri.
DOC dei principali vitigni autoctoni |
VITIGNO |
DOC |
DOCG |
| Albarola |
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| Bianchetta |
- Golfo del Tigullio
- Val Polcèvera
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| Bosco |
- Cinque Terre
- Colline di Levanto
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| Ciliegiolo |
- Golfo del Tigullio
- Val Polcèvera
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| Ormeasco |
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| Pigato |
- Riviera Ligure di Ponente
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| Pollera Nera |
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| Rossese |
- Riviera Ligure di Ponente
- Rossese di Dolceacqua
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| Vermentino |
- Cinque Terre
- Colli di Luni
- Colline di Levanto
- Golfo del Tigullio
- Riviera Ligure di Ponente
- Val Polcèvera
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