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Vitigni Autoctoni

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  • Vitigni autoctoni italiani: Testimoni del passato e protagonisti del futuro
    Rosa D'Ancona – 10 Giugno 2005
    Vigneti ItalianiRosa D'Ancona, giornalista esperta di enologia e dell'industria agroalimentare da il via ad una rubrica dedicata ai vitigni autoctoni italiani. Con la sua esperienza a farci da guida viaggeremo attraverso tutta l'Italia e scopriremo, regione per regione, la storia e le caratteristiche di tutti i circa 350 antichi vitigni che rappresentano un patrimonio unico per il nostro Paese. Sarà un lungo viaggio affascinante nella storia e tradizioni locali italiane.
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  • Vitigni autoctoni aostani
    Rosa D'Ancona – 31 Gennaio 2007
    Valle d'Aosta"Difficile ed eroica", così si può definire la viticoltura in Valle d'Aosta.

    In questa regione la coltura viticola ha accompagnato le vicende dell'uomo, plasmando addirittura il territorio. Le testimonianze storiche relative all'introduzione della viticoltura nella regione sono divergenti. Da un lato c'è chi attribuisce ai Romani il merito di aver portato la vite, dall'altro invece, c'è chi ritiene che essa fosse già presente prima della conquista romana e fosse già nota agli indigeni, i Salassi.
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  • PiemonteVitigni autoctoni piemontesi
    Rosa D'Ancona – 23 Dicembre 2006
    Nonostante la crisi che ha attanagliato l'intero settore vinicolo sia a livello nazionale che internazionale, il comparto enologico piemontese gode di una discreta salute. In un contesto globale abbastanza critico i vini di questa regione lamentano si una situazione difficile, ma comunque meno grave rispetto a quella di altre aree produttive italiane ed internazionali.

    Questi risultati positivi sono dovuti in gran parte all'indirizzo produttivo intrapreso in tutte le zone vinicole della regione, orientato sempre più verso la qualità per tutte le categorie di prodotto, utilizzando oltre ai vitigni autoctoni anche varietà internazionali.
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  • LombardiaVitigni autoctoni lombardi
    Rosa D'Ancona – 1 Novembre 2006
    Pur se conosciuta nel mondo come polo industriale e terziario, la Lombardia può vantare un patrimonio agroalimentare notevolissimo e parte di questo patrimonio è costituito dal vino.

    La coltura della vite in questo territorio vanta d'altronde una tradizione antichissima, che si fa risalire agli Etruschi, agli Euganei ed ai Romani. Infatti, a decantare le finezze del vino prodotto in questa terra furono tra gli altri Catullo e Virgilio.
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  • Trentino Alto AdigeVitigni autoctoni del Trentino Alto Adige
    Rosa D'Ancona – 1 Aprile 2007
    Quando si parla di Trentino si pensa subito a questa regione come alla terra delle mele per eccellenza. Benché la frutticoltura rappresenti il fiore all'occhiello del comparto agricolo regionale, la viticoltura è riuscita a ritagliarsi un posto di tutto rispetto e grazie alla loro impronta territoriale inimitabile i vini di questa regione hanno dimostrato di sapersi confrontare con i fratelli dell'enologia nazionale e internazionale suscitando l'interesse dei consumatori.
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  • Vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia
    Rosa D'Ancona – 1 Luglio 2007
    Friuli Venezia GiuliaIl Friuli Venezia Giulia si colloca tra le regioni italiane protagoniste nel panorama enologico nazionale ed internazionale grazie al contributo di vari fattori. Innanzitutto si parte da un eccellente connubio di clima-vitigno-territorio, al quale si aggiunge poi l'utilizzo abbondante di vari vitigni autoctoni, alcuni dei quali vantano oltre duemila anni di storia. Inoltre la produzione rimane quantitativamente limitata, ma sempre più orientata alla qualità, grazie all'utilizzo di tecniche innovative nei vigneti e nelle cantine.
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  • VenetoVitigni autoctoni del Veneto
    Rosa D'Ancona – 15 Maggio 2007
    Con i suoi 78.000 ettari di superficie coltivata e gli 8.825.000 di ettolitri di vino prodotti annualmente, il Veneto si colloca tra le principali regioni enologiche d'Italia.

    Grazie alla varietà del suo territorio, alla valorizzazione e talvolta anche recupero delle varietà autoctone – da quelle più note a quelle minori – e soprattutto al dinamismo che caratterizza l'attività degli operatori del comparto, la regione è riuscita nel tempo a garantire produzioni di grande pregio e qualità. I risultati ottenuti sono di tutto rispetto: attualmente questa regione vanta 3 DOCG, 22 DOC e 9 IGT.
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  • LiguriaVitigni autoctoni liguri
    Rosa D'Ancona – 1 Marzo 2007
    Accanto all'olivo, la vite è una delle colture più antiche e diffuse della Liguria. In questa regione gli oliveti e i vigneti prosperano sul versante marittimo, ma anche e soprattutto sul versante interno ed in particolar modo sulle colline e terrazze che danno vita all'originale "architettura" viticola di questa regione che mette in luce l'infaticabile lavoro di generazioni di agricoltori.
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  • Vitigni autoctoni emiliano-romagnoli
    Emilia RomagnaRosa D'Ancona – 30 Agosto 2006

    La regione Emilia-Romagna si colloca fra le food valley italiane più famose del mondo ed il capoluogo di regione, Bologna, non a caso era nota nel medioevo come 'La Grassa': buon cibo salutare e vino di qualità comparabile mancavano raramente anche sulle tavole più povere.
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  • Vitigni autoctoni toscani
    Rosa D'Ancona – 16 Luglio 2006

    ToscanaNota terra di antica vocazione enologica, considerato che lo sviluppo e la diffusione della coltura della vite si fa risalire agli Etruschi e ai Romani, la Toscana si colloca oggi alla testa delle regioni produttrici che hanno fatto del vino l'ambasciatore dell'Italia nel mondo.

    Il successo enologico di questa regione è frutto di una serie di fattori. Innanzitutto il territorio, che con l'alternarsi di colline, valli e costa mediterranea sembra fatto apposta per la coltivazione della vite, al quale si aggiunge la piattaforma ampelografica che, se con le varietà autoctone ha dato ottimi risultati, con quelle internazionali ha riscosso meritati successi nel panorama enologico mondiale.
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  • Vitigni autoctoni marchigiani
    Rosa D'Ancona – 1 Giugno 2006

    MarcheLe origini della coltura della vite nelle Marche sono molto più che antiche, basti pensare che nei pressi di Ascoli Piceno sono stati ritrovati fossili di vitis vinifera che risalgono all'età del ferro. La vocazione di questa regione per la vitinicoltura è peraltro confermata dal successo ottenuto dai vini locali fin dai tempi antichi.

    Ai tempi dei romani il 'Vino Piceno' era noto in tutto l'impero e il Verdicchio faceva già parlare di se.
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  • Vitigni autoctoni laziali
    Rosa D'Ancona – 1 Maggio 2006

    Italian Flavor Forum III Anche nel Lazio il legame con la vite e il vino trova origini in tempi molto remoti.  La sua diffusione risale almeno agli Etruschi, che si sa per certo la coltivarono nel viterbese. Un grande impatto sulle caratteristiche e sull'espansione della viticoltura nel territorio però, prese senz'altro corpo ai tempi degli antichi romani, con l'elevazione di Roma a capitale imperiale.

    Sui colli vulcanici dei Castelli Romani, la vite e l'olivo, trovava il suo habitat ideale ed è ricordata nei loro carmi dai poeti Tibullo, Orazio, Catullo e nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio.
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  • Italian Flavor Forum III Vitigni autoctoni umbri
    Rosa D'Ancona – 1 Aprile 2006
    La viticoltura in Umbria ha una tradizione profondamente radicata. Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano il contemporaneo impegno di due popoli, gli Etruschi e gli Umbri, per la diffusione della coltura viticola ancora prima dell'arrivo dei Romani.

    Ad ulteriore dimostrazione della vocazione vitivinicola della regione, contribuiscono le condizioni pedologiche, climatiche, colturali e culturali e la presenza di vitigni di pregio.
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  • Vitigni autoctoni campani
    Rosa D'Ancona – 1 Marzo 2006
    Italian Flavor Forum III La Campania ha svolto un ruolo di primo piano nell'evoluzione della viticoltura e dell'enologia mondiale potendo vantare una tradizione viticola che risale al XIII secolo a. C.. La vite su queste terre venne insediata con ogni probabilità dai greci, ai quali seguirono i romani, la civiltà che ha contribuito maggiormente alla diffusione della vitivinicoltura nella storia dell'umanità. Le zone archeologiche di Ercolano e Pompei costituiscono una delle più importanti testimonianze sugli usi e costumi dell'epoca, ed i simboli e riferimenti all'enologia sono tra i più ricorrenti.
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  • Vitigni autoctoni abruzzesi
    AbruzzoRosa D'Ancona – 15 Novembre 2005

    È nota per la natura incontaminata dell'Abruzzo, caratteristica che è valsa a questa terra l'appellativo di "Regione verde d'Europa", ma in pochi sanno che la viticoltura è  praticata in questo territorio sin dai tempi degli Etruschi i quali introdussero la vite tra il VII e VI secolo a. C.. La coltura delle vite, quindi, si è tramandata e consolidata nel corso dei secoli, facendo oggi di questa regione la quinta produttrice nazionale di uva.
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  • Vitigni autoctoni molisani
    Rosa D'Ancona – 15 Dicembre 2005

    Regione MoliseLa coltivazione della vite in Molise si fa risalire addirittura ai Sanniti, i quali pare conoscessero l'arte di coltivare la vite e preparare il vino oltre ad altre bevande fermentate, per averla appresa dai Greci e dagli Etruschi.
    Grazie soprattutto alle favorevoli condizioni climatiche e nonostante alterni periodi di fioritura e decadenza, nel corso dei secoli la vitivinicoltura molisana ha dato vita ad un settore produttivo di un certo interesse.
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  • Vitigni autoctoni lucani
    Rosa D'Ancona– 1 Ottobre 2005

    BasilicataCome abbiamo già avuto modo di dire nell'introduzione a questa rubrica, il vino è uno degli elementi che costituiscono il patrimonio culturale complessivo di una terra e di una popolazione.
    La Basilicata è certamente fra le regioni d'Italia si sono da tempo impegnate a promuovere la cultura del vino di qualità all'interno del mercato, divulgando fra i consumatori informazioni dettagliate sulle varietà prodotte e sulle condizioni di produzione dei propri vini, cercando di rinsaldare in questo modo il legame col territorio e la cultura enogastronomica locale.
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  • Apulia Vitigni autoctoni pugliesi
    Rosa D'Ancona – 28 Gennaio 2006
    Il processo di riqualificazione e valorizzazione di un patrimonio vitivinicolo senza uguali, attuata in questi ultimi anni grazie ai produttori e alle istituzioni locali, ha fatto sì che la Puglia riuscisse non soltanto ad incontrare i favori dei mercati internazionali, ma anche ad attrarre investimenti da parte di aziende del Nord Italia. Una vera e propria rinascita impensabile fino allo scorso ventennio, segnato da un imbottigliato molto limitato e dall'idea che i vini pugliesi potessero essere utilizzati prevalentemente come vini da taglio.
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  • CalabriaVitigni autoctoni calabresi
    Rosa D'Ancona– 1 Settembre 2005

    Questa regione è da sempre stata celebre per la qualità delle sue uve e dei suoi vini, che venivano perfino offerti in premio ai vincitori delle Olimpiadi nell’antica Grecia. A lei si deve il termine Enotria, o 'terra del vino', con cui gli antichi Greci conoscevano l’Italia. Stiamo parlando della Calabria, una terra in cui la viticoltura da millenni è radicata nella sua stessa storia.
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  • Vitigni autoctoni siciliani
    SiciliaRosa D'Ancona – 29 Giugno 2005

    Se in passato i vitigni autoctoni isolani sono stati spesso impiegati per produrre vini senza pretese da utilizzare per il taglio di altri vini nazionali ed esteri, oggi i produttori e le Istituzioni regionali hanno capito che per sostenere il "miracolo Sicilia" in campo vitivinicolo è necessario  assecondare le nuove tendenze enologiche  improntate ad una forte richiesta di tipicità.
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  • Vitigni autoctoni sardi
    Rosa D'Ancona– 31 Luglio 2005

    vignetiLa Sardegna è un'isola dalla splendida produzione enologica. In questa regione, la viticoltura costituisce un ottimo incrocio di modernità e tradizione. Quest'ultima è stata notevolmente influenzatanel corso dei secoli dalle invasioni subite dall'isola.
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